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martedì 16 febbraio 2021

LA BOTTEGA DEL MACELLAIO ( o GRANDE MACELLERIA) di ANNIBALE CARRACCI

 


Annibale Carracci, La Bottega del macellaio (o Grande macelleria), 1585, olio su tela, 190 x 271 cm, Christ Church Gallery, Oxford


COMMENTO DELL'OPERA

 

Nella Bottega del macellaio o Grande macelleria, Annibale Carracci si cimenta con la pittura di genere, tanto cara ai naturalisti – italiani e forestieri – realizzando sicuramente un autentico capolavoro, dimostrando così una particolare sensibilità nel rappresentazione dei fatti di ordinaria quotidianità, con la stessa cura che pone nella realizzazione dei grandi temi, religiosi e mitologici.

Nella singolarissima tela il maestro bolognese abbandona il proprio stile aulico, ispirato alla pittura michelangiolesca e raffaellesca, conciliando il soggetto trattato con un disegno e un tratto pittorico più fresco e immediato, con una caratterizzazione genuinamente popolaresca dei personaggi.

Siamo all’interno della bottega di un beccaio, immortalato nell’atto di pesare un trancio di carne con una stadera, con a fianco il banco delle carni sfasciate, intorno al quale si affaccendano i suoi lavoranti.

Uno di questi è intento ad appendere a un gancio un mezzano di montone, vicino a una pecora squartata e ad altri pezzi di animali penzolanti. Un altro – in secondo piano, dietro il banco sistema qualcosa sul soffitto, intanto che un terzo aiutante, chinato in terra, è indaffarato a macellare un capretto.

Dietro di loro, si scorge la testa di una vecchia, che aspetta che il beccaio concluda l’operazione della pesa. 

Una guardia impalata accanto a lui si fruga in una tasca. Per prendere dei soldi per pagare la carne? Non si capisce esattamente il perché.          

Ma c’è chi sostiene – a ragione, evidentemente – che la presenza della guardia svizzera è da mettere in relazione alla proibizione imposta dal cardinale Paleotti per la città di Bologna di non consumare carne in periodo di quaresima. Quindi sta lì per vigilare sul rispetto dell’ordinanza. 

La presenza della vecchia si spiegherebbe, invece, con l’esclusione degli anziani dal divieto.

C’è infine chi asserisce – io lo escludo – che i tre macellai in primo piano siano i tre Carracci (Annibale, Agostino e Ludovico), i quali provenivano da una famiglia di beccai. 




© G. LUCIO FRAGNOLI


IL POST SOPRA RIPORTATO HA CARATTERE ESCLUSIVAMENTE DIVULGATIVO E DIDATTICO, DESTINATO PERTANTO AGLI STUDENTI E AGLI APPASSIONATI. 

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