Jean-Honoré Fragonard (1732 - 1806), L’ amante incoronato (particolare), 1771-72, olio su tela, 318 x 243 cm,
Frick Collection, New York.
Jean-Honoré Fragonard (1732 - 1806), L’ amante incoronato , 1771-72, olio su tela, 318 x 243 cm,
Frick Collection, New York.
LETTURA DELL’OPERA
In un quadro di considerevoli dimensioni, Fragonard immagina la scena di due giovanissimi innamorati, che magnificano il loro amore in un lussureggiante giardino. Lo stesso artista si ritrae all’interno della rappresentazione, ben abbigliato e seduto in terra, davanti a loro, nell’atto di immortalare quell’innocente momento di felicità su un foglio da disegno.
La leggiadra fanciulla, dall’incarnato latteo, vestita elegantemente con un abito bianco e dorato, cinta da una ghirlanda di fiori, è seduta su un gradino erboso. Accanto a sé c’è un tamburello e uno spartito musicale aperto, a significarne il carattere puro e spensierato.
Una luce calda e pulita l’avvolge, esaltandone la centralità e il gesto gentile di porre sul capo del suo prescelto una coroncina di fiori. Il giovane, anche lui vestito di tutto punto con una giacca porporina, è seduto alle sue ginocchia, sul prato, che la fissa con tenerezza, mentre le tiene delicatamente una mano.
Lei, invece, mettendosi in posa, rivolge lo sguardo verso il pittore, concentrato sulle loro garbate movenze, che risentono d’una calcolata teatralità, tipica del variegato repertorio delle fêtes galantes.
Nell’insieme il soggetto potrebbe anche essere interpretato come un’allegoria dell’amore idealizzato, il cosiddetto amore platonico, data la compostezza degli atteggiamenti degli infatuati.
Il giardino in cui sono immersi i nostri personaggi è uno splendido e ospitale salotto naturale, un brioso allestimento scenografico in cui risplendono densi cespi di rose e d’altri fiori, essenze selvatiche e piante da frutto messe in grandi fioriere, in uno sfavillio di luce e di colori.
Sul salotto-giardino domina la statua ingrigita di Cupido dormiente, che nel contempo lo demarca. Il putto dispettoso ha esaurito il suo compito, indubbiamente, e si è assopito, quindi. Oltre la scultura del nume si estende una fitta vegetazione penetrata da una luce impetuosa.
Gli alberi dalle chiome fitte e capricciose si confondono quasi con le vaporose nuvole disciolte nel cielo luminoso, in un bell’effetto di estensione spaziale e di natura sublime. È la natura del maestro della pittura rococò, che parte dall’osservazione di essa per poterla poi reinventare, nella sua particolare visione, in una dimensione fantastica e meravigliosa.
Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806), I fortunati casi dell'altalena ,1765-72, olio su tela, 82 x 64,2 cm,
Wallace Collection, Londra.
VITA IN BREVE DI FRAGONARD
Fragonard nasce nel 1732 a Grasse, il 5 aprile, in Provenza, da famiglia di origine italiana. Nel 1738 la famiglia si trasferisce a Parigi. Nel 1748 entra come allievo nella bottega di Boucher. Nel 1752 vince il Prix de Rome e si fa notare come talento emergente. Nel dicembre del 1756 giunge a Roma per un soggiorno di studio. Tra il 1760 e il 1765, anno in cui viene ammesso all’Académie Royale e in cui espone anche al Salon, effettua viaggi a Venezia, a Napoli e in Olanda. Tra il 1766 e il 1767 riceve importanti commissioni dall’Académie, esponendo ancora al Salon. Nel 1773 sposa Marie-Anne Gérard, che dà alla luce una bambina. Subito dopo intraprende un viaggio per Roma. Nel 1774 parte da Roma per il nord dell’Europa e visita Praga, Lubiana, Vienna, Dresda. Nel 1780 nasce il secondo figlio, ma l’anno dopo muore il padre. Nel 1882 partecipa al Salon de la Correspondance, per la seconda volta. Nel 1788 muore la figlia. Nel 1790 ritorna a Grasse con la moglie. Nel 1791 è di nuovo a Parigi. Nel 1793 diventa membro della Commune des Arts. Nel 1796 diviene presidente del Musée Central. Dal 1800 inizia un periodo di difficoltà economica; lascia l’alloggio al Louvre, ricevendo una pensione di 1.000 franchi. Il 22 agosto del 1806 Fragonard muore, nella sua casa parigina, per via di una congestione cerebrale.
© G. LUCIO FRAGNOLI
IL POST SOPRA RIPORTATO HA CARATTERE ESCLUSIVAMENTE
DIVULGATIVO E DIDATTICO, DESTINATO PERTANTO AGLI STUDENTI E AGLI
APPASSIONATI.





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